Ore 18.00, ancora alle prese con gli ultimi adesivi.

Canna e poi si parte.

Io e Sky alla volta dell’aeroporto di Linate, con destinazione Roma Fiumicino…prima gara a Vallelunga del campionato Euro F3000.

Mille chilometri…ma non di strada, di coda in tangenziale…cazzo!

Ritardo paura.

Entriamo nel parcheggio dell’ aeroporto e piscio contro il muro, altrimenti mi esplode la vescica.

Ceck-in, e pronti e via mi accorgo di aver dimenticato il telefonino sul tetto della macchina.

Tanto è presto…si si, prestissimo!

Sky torna a prenderlo e piscia pure lui…sempre sul Kangoo parcheggiato a fianco.

Ha delimitato il territorio come fanno i leoni nella savana…così si ricorda, al ritorno, dove cazzo ha parcheggiato…segnandoselo pure sull’agenda!

Sbagliando clamorosamente, visto che era il 1° piano e non il 2° come da lui scritto.

Volo all’uscita Gate 20, proferisce la gentil donzella con voce garbata.

Ci incamminiamo, arriviamo alla gate 20 e…c’è scritto Air France/Paris!

Aereo perso.

Ma no…impossibile!

Cerchiamo e chiediamo all’ennesima gentil donzella abbigliata Airone e ci dice:

come perso? E’ in ritardo di 40 minuti e parte proprio da quì

Gate 4

Ah, vabbe!

Allora mangiamo poichè in preda alla fame chimica.

Pane e merda, come da usanza, vengono venduti panini e relativa imbottitura, nei barettini degli aeroporti…(italiani).

Ci imbarchiamo ed insieme a noi altre 6, forse 7 persone.

Io tutto sciallato su una fila da tre, finestrino e nessuno di fianco a me.

Sky non era solo.

Una donna al suo fianco!

Peccato che si scaccolava come uno scimpanzé e se le magnava pure…sta brutta merda!

Povero Sky, ci va sempre di mezzo!

Chiaramente per la trasferta all’insegna del divertimento/lavoro, figurati se ci facciamo 600 km ad andare e 600 km a tornare con una macchina!

Il nostro tempo costa caro e lo centelliniamo a dovere.

Flair…and…touch!

Un atterraggio perfetto.

Con gli insegnamenti del Gianna, con un 320 ci saprei atterrare pure io ormai, cosi, spesso faccio lo spacchiuso e giudico quelli altrui!

Gianna, dovevi venire pure tu, ma eri impegnato a prenderti il “passaggio” per il boing 767 che piloterai per la Neos!

A 23 anni!

Fanculo Gianna!

Rent a car in quel dell’aeroporto di Fiumicino, lancia Y e la tipa noleggiatrice ci dice:

queste sono le chiavi: 2 piano, la macchina e sul guard rail

Figa!

Manco siamo partiti ed è gia a “rail”!

Intendeva, la romana, che la Y era parcheggiata lungo il guard rail del piano “number 2”.

Usciamo all’aria aperta e via sul GRA.

“Grande raccordo anale”, si perche dopo i 15 km belli sciallati a 4 corsie che fece costruire un certo presidente della Repubblica Leone, il resto è una schifezza.

Un piccolo particolare, Sky ha guidato tutto il week end con tanto di patente scaduta da 2 mesi, e lo sapevamo sia chiaro, e con carta d’identità, in due dei tre giorni di permanenza in quel della provincia romana, parcheggiata nell’apposita casella della reception dell’hotel.

L’Elisa, il nostro angelo custode del week end, ci dice al telefono:

Cassia bis, uscita Le Rughe al chilometro 24.3

Peccato che il raccordo “from” Fiumicino, “to” Cassia bis, era chiuso.

Entriamo un pezzo in Roma, giriamo il senso di marcia e prendiamo sta “casso” di cassia dal senso opposto.

Ma non finisce qui.

Fatica immane per leggere la scritta bis.

Che Sky sia ciecato, lo si sa, ma io ci vedo bene e li era scritto in brail.

Dopo esattamente 12 chilometri percorsi sotto un uragano di cazzo, vediamo la scritta uscita 1.

Vabbe, la nostra e la 5, continuiamo.

Dopo 5 chilometri massimo, uscita 9, 10 ed 11…tutte 3 insieme!

Ollamadonna!

Come cazzo è!?

Usciamo, invertiamo il senso di marcia (e due) e rientriamo.

Ci siamo clamorosamente balzati le uscite intermedie, dalla due alla nove.

Roba da poco.

Cerchiamo, o meglio, tastiamo i cartelli segnalatori che come i precedenti sembravano per i ciechi e usciamo a Le Rughe.

Vabbè che sono vecchio, ma ricordarmelo pure con un uscita della Cassia!

Che palle!

Chiamiamo l’Elisa, anzi no, chiama lei, tanto paga Catella, e ci fa da “tom tom”.

Al ponticello prendete la salitina e siete arrivati

In realtà, con Elisa eravamo al telefono gia da 20 minuti, considerato che tanto avrebbe dovuto aspettarci in hotel, questo probabilmente le sembrava il metodo migliore per stare sveglia.

Si, ma “Elklisa”, sta salita dov’è?

Non c’è!

E giriamo il senso di marcia (e tre).

Ecco, vedete il ponticello, Esclama l’Elisa.

Si.

Li, li a destra…una salitina

Ma che cazzo di salitina del cazzo.

C’e “na” S tipo l’eau-rouge di Spa, da fare “piena” e basta!

Ma no dice Elisa!

Li, se prendete a destra, vedete gia le scritte AUTOHOTEL!

Autohotel!

Gia il nome fa schifo, figuriamoci “inside”!

E giriamo in tondo in senso antiorario.

Fortuna che è lo stesso senso della rotazione terrestre, cosi consumiamo meno!

Si, ma è la UNA e 20 nel frattempo.

Sta minchia!

Peccato che sulla nostra macchina era si la una e venti, ma perche era rimasto regolato, l’orologio digitale, con la vecchia ora solare.

In realtà erano le due e venti!!!

Dai, state li, scendo io verso la salitina dice Elisa!

Scendi in salita?

E chi cazzo sei!?

Si incammina, sempre al telefono con noi, lamentando circa 3 chilometri di strada (che poi, una volta raggiunto l’hotel, rivelatisi essere non piu di 300 metri) e svincolandosi da innumerevoli tentativi di abbordaggio da parte di automobilisti che da quelle parti ci vanno per altri motivi.

Soprattutto perchè, informandoci bene appena raggiunto l’Autohotel, siamo venuti a conoscenza del fatto che ci ha girato un porno Rocco Siffredi…ma veramente, non scherzo!

Comunque, nonostante le “7 fatiche di Elisa”, noi eravamo ancora li alla rotonda a girare in senso antiorario…porcaputtana!

Intanto Sky era ingarellato con se stesso, che pareva in qualifica!

Tempo, 1,12 e735.

Record!

Oh, sarò pure scemo, ma io sta cazzo di salita non la vedevo.

O la costruivamo noi sul posto, ma pioveva e col cazzo che mi bagnavo, oppure stavamo sbagliando qualcosa.

Senti Elisa, che nel frattempo urlava al telefono poiche la sua voce era coperta da “clacsonate” di spasimanti che probabilmente se la volevano chiavare!

Io sta salita a destra non la vedo.

E manco la salitina come la chiami tu, non c'è.

Torniamo all’uscita Le Rughe sulla cassia (bissssssse) e rifacciamo daccapo.

Invertiamo il senso di marcia (e quattro), e per farlo ho dovuto schiaffeggiare Sky che era sempre “infoiatissimo” ed aveva asciugato la traiettoria nel frattempo.

Minchia, gli rovino sempre tutto!

Illuminazione!

Cartello segnalatorio AUTOHOTEL!

Seguilo Sky, urlo io, come per dire che se non lo avesse fatto immediatamente, il cartello sarebbe sparito di lì a poco!

Seguiamo il cartello, girando in tondo al crocevia, ed ecco apparire di nuovo la traiettoria asciugatasi alla perfezione, la rotonda, sta salitina che non c’era e non c’è manco sto giro, e di nuovo a fuoco in senso antiorario!

BASTAAA!

Probabilmente esausta, la povera Elisa, sempre tramite telefono mi dice:

chiama l’hotel

55 minuti di telefonata e 100 giri della morte tant’è che Sky ne ha vinto pure uno extra, avendo preso il codino del coniglietto che penzolava dall’alto.

Ma nooooo!

Non era la coda pelosa del coniglio.

Ha preso in pieno una lepre!

Faccio sta cazzo di chiamata all’Autohotel, ed ecco risolto l’enigma.

Abbiamo SOLO cannato uscita!

Bene; noi 2 babbi, davamo per scontato che al mondo, di stradine in “salitina” verso destra ce ne potesse essere solo una…eggià!

27 secondi dopo, eravamo a letto.

Beh, quasi, se non causa di innumerevoli incubi durati tutta la notte, poichè l’uscita propiziatoria che ci ha fatto raggiungere l’Autohotel nei 27 secondi sopraccitati, si chiamava e si chiama tutt’ora visto che Sky non l’ha incendiata (strano) FEMMINA MORTA!

Oh, giuro, si chiama cosi.

Ceck in di Elisa per conto del Kaos Crew formato per ora da soli 2 elementi, e a nanna.

NO!

Fame da paura, altro che nanna.

Tanto la lancia Y faceva la 1,55!

Inforchiamo la Y ed usciamo nel diluvio che non s’era pacato proprio per un cazzo, e vediamo un’insegna di una pizzeria…uscita saltata!

Fanculo!

Sta volta però, niente inversione di senso di marcia.

Tutta in retro!

Con il ciecato di Sky, che manco vedeva il lunotto posteriore!

Scendiamo per la salitina (sarà mica la stessa di prima) e parcheggiamo nel prato.

Eravamo a prato.

Entriamo facendoci largo fra un nugolo “de romani de roma” e ci dicono.

Chiuso!

Come chiuso, ci sono 30 cristiani che brindano!

Vabbe, invertiamo il senso di marcia (e 5) e siccome tutte le strade portano a Roma, andiamo verso Roma.

Uscita numero…boh, e dopo 300 mt la strada finisce in un cantiere pieno di ruspe!

Già, siamo a Roma, gli appalti si danno e mai nulla si finisce.

Rientriamo, invertendo il senso di marcia (e 6) alla volta della prossima uscita, ed un ulteriore inversione del senso di marcia che ormai e in agguato ad attenderci, ed invece no!

Usciamo e stranamente troviamo degli edifici, fra i quali ci sono quelli di Sky (la tv, non Sky from kaos design) sulla destra, belli e farciti da una marea di troie che facevano le veci delle piante ornamentali!

Minchia, da paura…era pienissimo!

Tant’è che ci hanno pure importunati ad un semaforo, dove guarda caso, stavamo invertendo il senso di marcia (e 7) poiche dall’altro lato della cazzo di via a 4 corsie, due rigorosamente dedicate alla clientela delle troie, abbiamo visto uno “zozzone” ambulante, termine con il quale i romani definiscono i paninari ambulanti.

Scendiamo ed ecco la salamela maledetta.

Due salamele e due coca….grazzzzzzzzzzzzzie!

Diluvia!

Porcadiquellatroia!

Saliamo in macchina tutti completamente inzuppati.

Ma belli fieri con le nostre due salamele che abbiamo ingurgitato devastandoci le mani e lavandocele poi sulla carrozzeria mega bagnata ed ora anche impiastrata di ketch up e maionese.

“Padellata” sulla felpa di Sky come da copione e via, invertiamo il senso di marcia (e 8) e torniamo all’entrata da dove siamo usciti, anche se non ci giurerei dato il casino dell’urbanistica Romana!

Sta volta nanna davvero, previo cagata violenta causa salamela radioattiva!

Che era pure buona!

Sveglia alle 7.

Invasi dalle formiche!

Ma cazzo, qui ci giravano i porno e lo sappiamo.

Forse erano con gli animali, ma con le formiche chi li ha mai visti?!?

Mah!

Elisa appare come la madonna.

Era fattissima, forse per via dei “3 chilometri”!?!

Finalmente andiamo verso l’autodromo di Vallelunga.

Era ora!

Prima pero, Elisa deve distribuire i buoni colazione e i pass circuito, come fosse gesù cristo che moltiplica i pani e i pesci!

“La madonna d’Elisa”, che protegge il team Elk Motorsport!!!

Entriamo nell’autodromo che mi pare pure mezzo buono.

Non siamo manco riusciti a salutare tutti, che gia eravamo all’opera con adesivi vari.

Pero, vedere i box, il bilico e le 3 monoposto da Sky progettate di grafica e di realizzazione pure, non è stata una brutta sensazione…anzi!

Appiccica a destra e sinistra e mi suona il telefonino.

“So Annaclaudddiarrrrrracco”

Figa e vero!

L’ho invitata io!

E pure con grande piacere rivelatosi ancor piu grande a sabato concluso.

Ma la giornata è stata lunghissima ed io continuo a raccontartela.

Noi appiccichiamo e ritagliamo decal, mentre Anna Claudia Racco ed il fido operatore/montatore Enrico, filmano e fotografano.

A proposito di fotografo: dove cazzo sono il fotografo e la consorte?

Traaaack…ci chiama e ci dice:

sono qui fuori, se magari mi portate i pass, entriamo pure noi.

Elklisaaaaaaa!…pass grazie.

Lei, come una perfetta responsabile delle relazione esterne della Elk, mi spiega che genere di liberta comportano le specifiche dei due pass che doneremo di li a poco a Matteo e Alessia!

A me lo spieghi?!?

Ma che cazzo me ne frega…vabbe.

Ci incamminiamo, arriviamo da loro, invertiamo il senso di marcia (anche a piedi ci riusciamo) e torniamo agli appiccicosi doveri.

Dopo una decina di minuti appare pure lui!

GIACOMORICCI!

Oggi nelle gesta eroiche di pilota e nelle vesti di “personal trainer” di Fabio Beretta Rossi Jr, che non è un tipo di salumi impacchettati per versioni mini di panino, ma bensì uno dei tre piloti della ELK.

Gli altri due sono (per dovere di cronaca):

Nico Prost e Luis Razia.

Finiamo decal e riprese e via, qualifiche!

Primo Nico Prost!

Minchia!

Spettacolo!

Peccato però che, mentre uno dei tre tre gioisce, all’altro, Razia, gli scende la carogna.

E pure in “bellicapelli” (il manager dei manager dei manager) regna lo sconforto.

Vabbè, giretto nel paddock ed incontriamo nell’ordine:

Francesco Castellacci (f 3 italiana), Giulio un suo amico e Lino Notarnicola, al secolo il pilota della safety car, nonché cliente della kaos design.

Toccalelo ci ha paccati alla grande…sto ricchione!

 

 

 

A già, dimenticavo gli immancabili Gianni Giudici e l’onnipresente papà di Matteo Bobbi, che forse sono la stessa persona lui e il figlio, visto che essendoci sempre ed ovunque, probabilmente hanno entrambi il dono dell’ubiquità, paro paro come Battistino Pregliasco, che me lo ritrovo anche in casa quando apro il frigorifero ormai!

Ivan Capelli che ci chiamava per controllarci, visto che pare essere l’unico amico sano che abbiamo e Matteo e Alessia che intanto fotografavano tutto, poichè ormai pure lei arriva sui campi di gara a mani “armate”.

Tanto di “sputa foto” ne hanno almeno 5.

Forse il bastardo di Matteo alla sua dolce meta gli da le digitali made in Canon senza memory stick!

Tanto lei è una donna, e come tale, l’importante è che creda di essere indispensabile.

Poi se il risultato è una schifezza, vabbe, ma almeno è contenta e non spacca il cazzo.

Ecco la sorpresa di ANNACLAUDIARACCO!

Fanno, lei e l’operato, ops, operatore Enrico, a me e a Sky, una bella intervista in stile Iene.

Con un non so che di molta più verità in quella nostra!

Da ammazzarsi dalle risate.

Soprattutto quando le interviste si sono allargate a macchia d’olio coinvolgendo tutti.

Nell’ ordine:

Nico Prost, al quale è stato anche chiesto:

sei fidanzato?

No, risponde lui.

E non ne senti bisogno, chiede Anna etc.?

Si, ma io vivo con una ragazza da tre anni!

E, allora sei fidanzato!!!

NO, ripete Nico!

Minchia, ma sei scemo!!!

Se sei con una donna e ci convivi da 3 anni, chi cazzo sei?

Un baby sitter?

No, aspetta, spiega il “Prostino”, in Francia, fidanzata significa donna alla quale si è fatta la promessa di matrimonio!

Aaaah allora si spiega il tutto!

Poi, Paco Medina, ovvero mr Birra SOL, lo sponsor che ha cacciato la fresca (non la birra ghiacciata e basta) per finanziare il team ed anche noi!

Inglese, domande sul futuro del rapporto con la Elk e altre cazzate.

Poi arriva il SUPREMO!

Ernesto Catella!

Nome, Ernesto.

Cognome, Catella.

Professione, Team Manager…alias, Il Supremo!

S’è spenta pure la telecamera!

Anzi no, in verità s’è oscurata a causa del passaggio di una tipa stordita di un team parcheggiato a fianco, che manco per il cazzo, è passata piena in mezzo al Supremo e il crew che filmava e intervistava.

Finita l’intervista ai capisaldi del team, arriva l’Elisa a portare saggezza!

E’ una questione di chimica fra me ed Ernesto a livello lavorativo…dice lei!

Allora fra me e Sky che questione è visto che fumiamo?

Vabbe, passata la soglia del box, intervistano anche i “plebei”.

Anzi no, prima gli ing.!

Poi i caccoli.

Poverini, si fanno un culo!

E intervistano anche un negro!

Che non stava vendendo borsette taroccate e marchiate LV.

E’ del team Elk.

Si, hanno pure un negro, un certo Jack che pare il parafulmine personale di Ernesto!

Minchia, lo ammazza di insulti ed urla e gli tira telefonini addosso!

E ci credo, un giorno gli ha detto:

Jack, prendi il furgone, portalo giù (tutto questo alla sede del team) e lavalo bene!

Anzi no, siccome sei un negro (gli ha detto Ernesto) lo porta giù il “Chimico” (un suo “collega” superoperativo).

Il “Chimico” “scende” il furgone, spiega per bene a Jack dove sono gli occorrenti e come funziona l’idropulitrice, ed il negro, non capisce un cazzo come al solito.

Ma meno del solito.

Siccome il furgone, dentro, non aveva i sedili montati, pensa bene di lavarlo, TUTTO!

Anche dentro!

Ma sei un proprio un coglione allora!

Ernesto lo ha ammazzato!!!

E ci credo, puzzava di pesce da far schifo!

Non Jack, il furgone!!!

Lui gia è negro!

Infatti, siccome io sono buono e poco razzista, ho fatto altrettanto per tre interi giorni.

L’ho preso per il culo e ci ho fatto pure amicizia…si vabbe, amicizia è “na” parolona.

In fondo lui sempre di quel colore è colorato.

Negro a parte, un pò di persone che lavorano alla Elk, le conosco da anni.

Paolino, dal 1997, Ruggero da altrettanti e forse piu, idem il “piccinin” e anche l’Edo Elli che e il D.S. del team.

Ma cazzo, il “chimico” e il “Beretta” Diego sono per me nuovi.

Per fortuna!

Finisce la giornata di sabato e si ritorna in hotel.

Anzi no, prima, come sempre, sbagliamo strada, invertiamo il senso di marcia (e 10), invertono anche il fotografo e la fotografa e arriviamo tutti alla meta.

All’hotel Autohotel…dopo una cena a suon di risate causa presa per il culo di Ernesto, che era appena stato vittima di una cena, non certo del livello della nostra, esaudendo pero i desideri dello sponsor, facendo il P.R. di turno e prendendosi pure dell’infame dal Elisa che gli rigirava il coltello nella piaga sottolineando che aveva snobbato l’intero personale facente parte del suo team.

Elisa…porco….bipppp…ma non rompermi i coglioni pure tu porco bipppp…bip…bip, bip.

Ma una volta ambientato al nuovo tavolo imbandito, come suo solito, s’è rifatto alla grande narrandoci gesta altrui e soprattutto sue.

Poi, pit stop in camera di Paolino, dove i discorsi erano solo ed esclusivamente riferiti alle monoposto e stagione in corso e qualche divagazione non verbale…sono stato abbastanza vago?!?

Poi, camera nostra.

Io, Sky, il “Chimico” e il “Beretta” che ci hanno ammazzato dalle risate raccontandoci delle loro avventure alle prese coi kart.

 

 

 

Diego Beretta aveva un Team di kart e prima ancora ci correva pure.

Ora, ha dei problemini di soprappeso!

Ciccione!

Il “Chimico” e il Chimico.

Chissà perche e soprannominato cosi?

Beh, l’abbiamo capito dopo 10 secondi.

Lui, ha esordito sui kart, con uno a marce di quelli preparati dal Beretta, per cui veramente sciallo, e notare che nonostante abbia 27 anni, non ha manco la patente.

Per cui, non avendo mai girato un volante di un automobile stradale, termine con il quale definisce il piloti, giratori di volanti appunto, un volante di un kart figuriamoci se lo aveva girato prima di allora.

Se hai provato un kart, non di quelli cacati ed elettrici che noleggiano nelle piste indor, saprai bene cosa significa.

Se non ci hai mai provato, pensa di prendere un coperchio di un tombino, tenerlo a braccia mezze tese e girarlo a dx e sx svariate volte, mentre le costole ti si criccano.

Il Beretta gli mostra con le dita un tre e gli dice:

queste sono le volte che ti vengo a spingere se lo spegni, poi sono cazzi tuoi!

Da li in poi fai tu, e mo ti spiego come.

Prendi il kart da dietro, solleva lo, corri, conti fino al tre, ci salti sopra e lui si accende.

Dai, facciamolo insieme!

Prendono, partono e dopo 27 millisecondi, il “chimico” salta sopra, prende una facciata sul volante e da dietro il Beretta, mentre gli rifila uno schiaffone micidiale gli urla:

T’ho detto al tre, brutto pirla!

Ecco, il “Chimico”, causa “tombino” di cui sopra, dopo mezzo giro è finito nelle reti!

Seduto, appoggiato alla rete, che si lamentava della botta, mentre il Beretta per incoraggiarlo lo illuminava riguardo una prossima capottata che prima o poi arriverà…sicuro.

Intanto, nella nostra camera d’albergo, il “chimico” e al lavoro e per piu d’una volta.

Vabbe finiamo i molti aneddoti e di fumare molte…sigarette, ed andiamo a nanna per la seconda volta di fila, dentro la camera “informicata” dell’Autohotel.

Sveglia alle 7 per la gara.

Come il giorno precedente, colazione, trasferta verso la pista di Vallelunga, senza sbagliare strada e senza inversioni di senso di marcia, sta volta con un pò più di serietà e molta dedizione allo stare ben attenti a non rompere i coglioni e a non intralciare le operazione che si svolgono dentro un team di monoposto nel giorno della gara, dove, salvo risate e puttanate varie, qui comunque fanno correre 3 piloti con 3 monoposto che proprio proprio lente non lo sono.

Per cui, scherzi a parte e racconti dettagliati del più e del meno, qui si fa sul serio.

E seriamente, anche noi, siamo parte integrante di tutto un insieme di cose che hanno dato come risultato quello che vedi nelle foto della gallery qui sotto.

Paco Medina e rimasto impressionato dal lavoro eseguito sulle monoposto, sul bilico e sui pannelli box che danno, tutti insieme, un immagine davvero unica all’intero team al punto che pare uno di quelli della Formula Uno…non fosse per i circa 350 milioni di euro di differenza del budget complessivo per una stagione di uno dei team piu caccoli.

Ernesto Catella che mi conosce da anni, non aveva certo dubbi su come e cosa saremmo riusciti a combinare se lasciati a briglie sciolte e pure l’Elisa, sicuramente la piu coinvolta e la piu vicina a noi, in queste ultime settimane, a somme tirate, ha solo di che gioire.

Edo Elli e tutti gli altri “ragazzacci” del team, o sono stati degli attori impeccabili, oppure, deduco che fossero altrettanto soddisfatti di quelle mani mie e di Sky (e di Vitali) hanno creato.

Molto meno da gioire avranno nei prossimi giorni, quando gli presenteremo il conto finale.

Ma questo fa parte del giochettino che il motorsport implica.

E noi siamo qui per fare la differenza, purché ci siano persone come quelle che compongono la Elk Motorsport, che continuino a darci piena fiducia.

Grazie anche a te per aver letto sto po po di puttanate che ho scritto, che spero ti abbiano dato un idea di come si vive all interno di un team.

Enjoy…Lucky!

 

 

 

 

 

Mi sono rotto il cazzo di scrivere!

Se volte sapere come sono andate le gare, andate sul sito della elkmotorsport.com e leggetevelo il comunicato stampa della madonna….in tutti i sensi!