KAOS-CREW: Capodanno ad Amsterdam
Cena.
Giacomo Ricci se n’esce con:
Per capodanno voglio andare ad Amsterdam!
Ecco…catapultati come per magia a qualche mese dopo: era forse novembre, quando nel bel mezzo dell’ennesima “cenettina” a suon di fiorentina e fiaschetto di rosso, abbiamo aderito anche noi all’iniziativa “passa il capodanno ad Amsterdam” proposta dal catalogo 2007/8 dell’agenzia “Giacumin trav…est”.Decidiamo di partire il 30 dicembre e come meta per l’appunto, la ridente (e gia sai perche’si ride) cittadina olandese.
Viaggio rigorosamente affrontato come detta il manuale del giovane viaggiatore; via strada asfaltata.
Lì ad Amsterdam, come sostiene con autorevolezza e maturata esperienza il mio amico Paffo, si deve decidere di andarci nel seguente modo:
cia’, cazzo facciamo…andiamo ad Amsterdam!?!
Dovresti conoscere Paffo per capire!
Noi, quelli del “Folini Owner Group”, siamo partiti per via autostrada come da manuale ed oltretutto infilandoci secchi e diretti a bordo di un furgone per di piu’ sponsorizzato!
Sì, dal team Elk motorsport di proprieta’ della vecchia conoscenza e un po’ sorta di papa’ di tutti noi.
Ernesto Catella.
Belli fieri del nostro procacciare risorse umane definibili come compagni di trasferta, piu’ mezzo di trasporto abilmente recuperato, partiamo in nove, accompagnati da pioggia e neve.
Formazione tipo:
In ordine alfabetico, per non destare avvisaglie di preferenza alcuna.
Folini, Chiara, Cristiano, Giacomo, Lucky, Marcello, Silvia, Sky e un altro, tutti e nove sul furgone.
Un viaggio angosciante.
Minchia, sta cazzo di Amsterdam è davvero lontana.
Sveglia alle 05.00 e ritrovo al “Ricci’s Palace” di “Baveno Hills” alle ore 06.00.
Il “Pugli” arriva con un’ora di ritardo ma fortunatamente si mette alla guida e via.
Passiamo la Svizzera, sfiliamo il confine ed entriamo in terra Krucca.
Eccolo, Hokenheim…sarebbe da fermarsi ma le donne del crew ci avrebbero inculati…e poi sta voglia di pista l’avevamo solo io e Sky.
Si perche’ Folini ha dormito come una merda per tutto il viaggio…”dormini”.
Il “Pugli” e “Giacomoricci” sono entrambi piloti di monoposto e mi sa che non hanno voglia di vedere asfalto anche in “sti” giorni, il fratello del Pugli, Cristiano, non s’è ancora manifestato a noi, la Chiara è scura e la Silvia è scura pure lei perche’ pare “na terruncella” abbronzata.
A gia, ne manca uno come scritto sopra: appena ricordo il nome lo scrivo.
Per cui sfiliamo il circuito di Hokeneim (si vede dall’autostrada) ed arriviamo in Olanda.
Altri mille mila chilometri e dovremmo esserci.
Primo cartello Amsterdam.
Direzione centro.
Amsterdam.
Arrivati nella citta’ tanto famosa per le tre lettere di ocuto!
A.S.D.
Alcol, Sesso e Droghe.
Si perche’ lì mi sono reso conto che ci sono “ste” tre cose che convivono in perfetta sintonia con tutto il resto della citta’.
E per forza, fa schifo paro paro come le tre lettere.
O meglio aspetta: la citta’ è zozza paura, i canali sembrano riempiti con le acque delle fognature e “ste” costruzione in stile “boh” tutte storte come lo sono i turisti.
La lettera A è quella che tratta la “sezione” alcolici.
Qui si beve dove ti pare, o meglio, li danno dappertutto e di tutte le tipologie e genere.
E molta gente, essendo periodo tra l’ultimo dell’anno ed il primo giorno di quello nuovo, con l’alcol ha abusato molto.
Si vedeva anche dagli innumerevoli vuoti a perdere sparsi per le strade della cittadina: pareva reduce da un’esplosione nucleare che ha mietuto una vittima vera: un tale ciclista “capicollato” al suolo mentre se la pedalava a manetta “sgarrando” di traverso sopra i cocci di vetro e riportando numerose “ciapponate” su tutto il corpo.
Sara’ stato talmente “tazzato” che l’alcol si sa, funge da anestetico e di sicuro non avra’ manco sofferto piu’ di un tot.
La lettera S è relativa il sesso.
Sì ma cazzo pure qui, per la S di sesso altro schifo!
Pareva di essere nei carruggi genovesi, quelli piccini piccini, e “vunci vunci” solo che qui ad Amsterdam sono ancora piu’ “vunci”.
Fra un muro e l’altro, “sti” mini (ma mini) appartamenti arredati con roba probabilmente “zanzata” alle discariche, e “ste” donne all’interno dei quali vendono il proprio corpo a chi cazzo pare a loro.
Mignotte in gergo.
La terza lettera, la lettera D è quella che riscatta completamente la citta’.
Ma la riscatta del tutto e senza dubbio alcuno.
D come Droghe!
Si, perche’ li, se tu ancora non lo sapessi, puoi tranquillamente fumare…le canne!
Per la descrizione nel dettaglio, rimando a piu’ sotto.
C’e’ da ricordare che tutto cio’ lo si convive con una restante citta’ che costa cara, la giri su tram che vanno a manetta, paghi per fare pipi’ e ci sono un sacco di biciclette.
Trombi, ti droghi, bevi, spendi e la citta’incassa…e tutto funziona.
Un paradosso se vogliamo vedere bene.
Torniamo a noi del “crew”.
Alberghi separati causa abile prenotazione di “Giacomoricci” o chi per lui.
Gli altri, in centro nel loro “alberghettino sciallo”.
Scarichiamo Cristiano, Silvia, il Pugli e l’altro (prima o poi ricordero’ come cazzo si chiama) giriamo il furgone e con appuntamento programmato a fra un paio d’ore, andiamo al verso il nostro albergo.
Scopriamo che la carta di credito è stata “sciacallata” di un bel 870,00 euro causa cauzione per la camera.
Cazzo…si fidano di brutto!
Vabbe’ scatta il primo tafferuglio del “Giacumin” con la miss della reception.
Piu’ che miss reception, “miss…scassalaminchia” con quel suo fare da sapientona e che mi faceva “infoiare” di brutto il nostro “Ricciusss”.
La camera pero’, salvo che con me e Sky ce’ Folini a rovinare tutto l’ambiente e’ abbastanza bella.
Doccia e scendiamo.
Trasporto via mezzi pubblici poiché non c’e’ un beato cazzo di parcheggio in centro citta’.
Altro delirio di “Mr. Ricci”.
Non si capisce un cazzo.
O meglio, “Giacomo” mi va subito in sbattimento.
Il tram era fuori che ci guardava, ma noi a “tafferugliare” e sta volta con un tranviere al quale, appena il “Tenero Giacomo”chiede informazioni per andare in centro, il tranviere bastardo sbracciando come un folle, segnala al fidanzatissimo Giacomo le tette delle generosissime (come le loro tette) donnine che la danno via come fosse il pane: e Giacomo aveva la Chiara li di fianco che lo guardava “infoiarsi” col “tramvaio” poiche’ a lui delle mignotte del centro non gliene “fotteva” zero…o forse sempre perche’ c’era la morosa li vicino?
E poi riprende l’incontro rissoso prendendosela con un cartellone che mostrava pianta della citta’ e metropolitana…e chi cazzo la deve prendere?!?
Arriviamo via tram all’albergo del restante “branco” di “tossici”e si parte alla ricerca di un ristorante.
Minchia no!
Pure qui altro schifo.
Manco se mangiassi nell’acquario di casa (Elly ripigliatelo che ha cagato il cazzo) sarei cosi’ a rischio di salmonellosi.
In quattro giorni abbiamo scoperto essere prassi “sta zozzoneria” di locali e ristoranti vari.
Mangi direttamente su un tavolo!
Si certo anche in Italia ci mangi sopra, ma fra te e il legno devastato ed impregnato di ogni rimasuglio di cibo, almeno c’e’ una tovaglia cazzo!
Qui no, niente.
Solo le posate vengono poggiate su di un tovagliolino che pare un perizoma modello “sbarbata” del ventunesimo secolo (che per dipiu’ fa schifo pure lui vederlo spuntare ormai da ogni santo paio di pantaloni che circolano con all’interno un culo…che molte volte e’ pure enorme).
Copriteli come si dovrebbero coprire i tavoli di Amsterdam…per favore!
E comunque, lo stereotipo del locale piu’ bello deve arrivare!
Eccolo…il primo COFFESHOP!!!!!!!!!
Sky pare si sia svegliato soltanto adesso.
Prende il telefono e chiama Paffo (rimasto in Italia per “colpa” della moglie “Imma” che lavorava anche il 32 di dicembre) chiedendogli informazioni relative il meglio del meglio.
Coffe shop Paradise…sentenzia senza dubbio alcuno “Paffo daddy”.
Andate li.
Da Piazza Dam, con l’obelisco alle spalle, prendete la via di fronte ed il coffe-shop che incontrate sulla destra è il Paradise.
Sì ma Paffo, minchia!
Un miracolo ci vuole per andare in “paradiso”!
Mai riusciti a sederci dentro durante i quattro giorni di permanenza ad Amsterdam.
Sconsolati c’incamminiamo lungo la lunga via piena di locali.
Eccolo, Sensi Seeds…c’e’ posto.
Entriamo e ci sediamo.
Siiiiii, adesso sì fuma…sciallo!
Scopro pero’ che il tizio al bancone mi fornisce beveraggi vari, cartine, filtri ma non erba o altro da arrotolare con il tabacco.
Mi dice: exit, go right for 100 meter and you can buy drugs! Go to Green House.
Vaaaaaaaaabene.
Io e Sky andiamo a comprare “qualcosa”.
Green House…eccolo li.
Anch’io voglio la mia house cosi’ green.
Un odore di marijuana da paura.
Tre tipi dietro un bancone alle spalle del quale campeggiano foto di cantanti ed attori che sono passati per di qui.
Tutti fumatissimi!
Ritorniamo al locale dove ci aspettano gli altri, con in mano il nostro bel “pacchetto sciallo” emanante aromi e profumi inebrianti.
Quale soddisfazione migliore!
Rollare al tavolo e potersi finalmente fregiare del fatto che ci si sta facendo “na canna” in santa pace senza essere catalogati come drogati.
Non fa nulla se in Italia ti puoi “uccidere” di alcolici, prendere la macchina e fare un bel frontale in autostrada ammazzando una povera famiglia di ritorno dalla cena con i parenti e nessuno ti dice un cazzo o al limite ti “stropicciano” la patente cancellandoti dei punti e multandoti…che brivido..brrrrr paura!
Pero’ se ti “sgamano” mentre fumi “na” canna, ti arrestano…fanculo.
Fatemela almeno coltivare in casa mia e fatemela fumare.
Lasciamo stare, poiché essendo reduce da un bel capodanno, non sto a polemizzare.
Bello?
Aspetta.
La sera dell’ultimo dell’anno, stessa prassi con in aggregato la coppia d’amici di Folini recuperata li.
Non so come cazzo possa essere che Folini ha amici in ogni cantone del mondo intero.
Secondo me li paga lui (“paghini”) per far sì che si trovino al tal posto alla tal ora…cosi’ fa una bella figura…si di merda.
Lei una pazza, lui un brasiliano che si fumerebbe pure il Cristo che domina la citta’ di Rio.
Coffe-shop e canne a “nastro”.
Appena usciti dallo shop, girovagando in attesa della mezza notte, il freddo “becco” mischiato ad un vento di “ocuto” si infilano dappertutto fra gli indumenti.
La Chiara, morosa di “Giacomoricci”, a suon di canne e di freddo “muore” all’istante.
Manca 20 a mezzanotte, tutti sparano botti da 10 ore, c’e’ un fiume di gente che va verso Piazza Dam e tu mi muori?
Gli altri nel frattempo stavano brindando a vodka, con il “Giacomoricci” che in preda ai fumi dell’alcol e quelli passivi del coffe shop, con immensa crudelta’ (degna di chi abbandona un cane in tangenziale) non si “caca” manco di striscio la morosa “moribonda”.
O meglio, aveva degli sprazzi di lucidita’ subito occultata da follia demenziale!
Era fattissimo, con lei stesa come un manifesto.
A sostenerla, visto che Giacomo l’ha prontamente lasciata in balia degli eventi, io e la Silvia, la quale nonostante sia di dimensioni minute e avrebbe dovuto riempirsi subito, devo invece ammettere che ha retto bene il fumo: con l’uomo senza nome che con gran coraggio ed allo stesso tempo incuria delle temperature polari ed il tremendo vento che manco sul pianeta rosso soffia cosi’ intensamente, si leva il giaccone per coprire la malcapitata, restando in camicia.
Sky dice.
Zucchero.
Ci vuole zucchero.
Giacomo…fermi tutti, vado io.
Sparisce e ritorna con la pizza.
Ma sei scemo!
E cominciamo a ridere e degenerare…e Sky accende una canna.
Prendi i dolci.
Si ok, solo che in preda alla fame chimica, i dolci al cioccolato li hanno mangiati tutti tranne la rediviva.
Giacomo mangiava pizza e dolci al cioccolato…che shifo!
Il “Pugli” ha assaggiato la pizza e giuro, l’ha sputata: era da voltastomaco.
Intanto, zitto zitto comincia ad uscir fuori il vero Marcello Puglisi.
Un reale bastardo che in precedenza, in una pizzeria, ha battezzato “Giacomoricci” con il nick- name “Leomariofrenesia” causa suo perenne stato di “sbattimento”.
Ed e’ cosi’ nato “Leomariofrenesia”…l’alter ego di Giacomo Ricci.
Leo come il suo secondo nome, Mario perche’ ci stava bene e frenesia perche’pare che abbia un petardo in culo.
“Jason” (la morta) nel frattempo si ripiglia e andiamo verso Piazza Dam.
Minchia.
Mancano cinque minuti alla mezzanotte.
Io non sono mai stato in mezzo a cosi’ tanta gente in vita mia.
Un fiume di persone che ti trascinavano dove cazzo andava la massa.
Persi “ziu bellu” e la consorte con la skunk appena comprata e piu’ rivisti fino al giorno successivo.
Avranno festeggiato con la nostra erba…bastardi.
Ed in quell’esatto punto ci siamo persi ed ulteriormente separati in due gruppi.
Almeno, cosi’ pensavamo che fosse.
Tregua del gruppo A (il mio) in uno spazio un po’ meno affollato di gente dove finalmente il rischio di vedere calpestata la Chiara se per caso si fosse di nuovo accasciata, in quell’angolo non sussisteva.
Lo spazio pero’, era un poco rastremato giacché eravamo arrampicati su biciclette di poveri ingenui che le avevano lasciate legate ai pali e se le sono ritrovate tutte schiacciate e pisciate.
Li, nell’angolo della morte, stappiamo brindando l’anno nuovo.
Immersi in una devastazione di botti musica e casino da paura.
Hanno sparato fuochi d’artificio davvero impressionanti.
Intanto, l’ubriaco “Leomariofrenesia” in preda al delirio, dopo aver gettato spumante addosso a Cristiano che prontamente ha replicato “sbroffandolo” tutto, si gira verso di me, mi abbraccia e mi dice:
grazie kaos per aver fiducia in me (parlava di gare/carriera/caschi pittati etc) e per farmi dei caschi bellissimi.
Ti voglio bene, grazie: vedrai che non te ne pentirai!
Gia’ stavo cambiando idea poiché tu eri “tazzatissimo” ed io “fumatissimo”.
Vabbe’ dai, a mente fredda capisco e ne vado pure fiero di quel che pensi di me.
Torniamo ad Amsterdam.
Alla fine convinciamo “Leo” a riaccompagnare la cadaverica fidanzata in albergo, dove magari con una doccia calda, si sarebbe ripigliata sicuramente meglio che in giro al freddo e al gelo vestita oltretutto come il bambin gesu’ appena nacque, con l’aggiunta di un “giubottino”.
Ok dai.
Allora vado.
Dai vado, la riaccompagno.
Ma Chiara, vuoi andare in albergo!?!
Sei sicura.
Ma come, ma sei scemo, si sta vomitando dal didentro.
E’ sbiaditissima non vedi.
Dai, andate in albergo!
E Sky che ha degnamente iniziato la sua performance di “figlio di puttana 2008” facendo finta di nulla e senza dar cenno d’incitamento relativo il far tornare in albergo i due “coniugi” Ricci.
Partono verso l’albergo…almeno cosi’ avrebbe dovuto essere secondo gli accordi..
Sfollata la piazza, ci raggruppiamo fra di noi, i pochi rimasti e raggiungiamo l’albergo che pensavamo potesse essere il punto di riferimento dei tre dispersi…il gruppo B.
Ma arrivano solo in due.
Folini e Puglisi.
L’altro, l’innominabile non c’e’.
Quei due pirla, “Libbo” e il “Pugli”, l’hanno perso mentre era al cesso a pisciare.
Sostengono che si sia appoggiato ad uno dei cessi chimici messi in Piazza Dam e da lì in poi sparito.
Cazzo, sparito da un cesso che manco aveva le pareti e la porta.
L’hanno rapito…si e speriamo che se lo tengano pure!
Io e Sky rolliamo un’altra canna tanto per non sbagliare ed attendiamo il ritorno del figliol prodigo che si spera non sia morto.
Se fosse cosi’, a chi di noi il grave compito di informare la famiglia.
E poi, cazzo si fa, quello e’ morto e noi dobbiamo tornare in italia prima di quanto preventivato…no dai!
Questa e’ la prima delle due volte che e’morto durante il week end ad Amsterdam…il famoso week end con il morto.
Passa un’ora, lo chiamiamo al cellulare ma niente.
Poi, fra un messaggio e l’altro di “leo” che implorava di aspettarlo, uno in particolare che citava testuali parole, giuro:
Cri dove sei? Giacom6 io sono Giacomo sono all’vostro hotel!
Allora, il messaggio l’ho salvato e non lo cancello.
E poi cazzo scrivi?
Innanzi tutto io sono Lucky…e non Cri.
Poi, se in albergo ci siamo noi e tu non ci sei, come fai ad essere in albergo.
Ed inoltre, non potevi essere manco nel tuo d’albergo, considerato che non ci hai nemmeno portato la “Morta”!
Avete fatto un giro, e lei s’e’ ripigliata.
Vabbe’.
Dopo un’altra ora passata a “fanculizzare” “leomariofrenesia” con sciabolate micidiali che uscivano dalla bocca del “Pugli” contro il “tazzato”che la menava con andiamo in discoteca-andiamo in discoteca etc etc.
Oltretutto, con l’anno nuovo, forse per via del trauma subito da parte del “Pugli” causa inizio 2008 a fianco di “Folini”, lo stesso teste’ citato è divenuto il target del 2008.
Probabilmente, all’inizio il mio uccidere (Folini) sommergendolo con offese varie, era stato scambiato come una specie d’esagerazione fatta da una testa di cazzo.
Invece, testa di cazzo lo sono e rimango, ma da quel mentre in poi, tutti hanno capito il perche’ “Folini” merita di essere insultato ogni istante della sua vita: e tutti hanno preso quel metro di misura ed e’ cosi’ soccom…soccombuto? Soccombo…? Come cazzo si dice quando uno muore.
E’ morto.
Lo hanno ucciso tutti con in pole il “Pugli”.
Intanto, l’amicone che non è altro, ovvero “leo” continuava a menarla, sostenendo la tesi cazzi suoi noi andiamo in discoteca.
Parlava del disperso, che il “giacumin” non aveva assolutamente intenzione di aspettare.
Fortuna che Cri era abbastanza lucido da capire che era il caso di stare lì un altro poco.
Ma nel frattempo, mentre io e Sky indovina cosa stavamo facendo? Stavamo fumando, ecco che da lontano vediamo una sagoma inconfondibile.
Era lui!
ARTUROOOOO!
Ecco, m’e’ venuto in mente il nome.
Aspetta, no.
Non si chiama Arturo: Folini l’ha soprannominato cosi’.
Comunque, per la cronaca (fortunatamente non la nera) Sky sostiene tuttora che Arturo sia sparito si, sicuramente, ma non disperso nel marasma, bensi’ abbia consumato da una gentil donzella (fra le tante sparse nella citta’)…in pratica Sky dice che “King Artur” e’ andato a troie.
Vabbe’, mignotte a parte, partiamo seguendo “leomario” in mezzo a mille viuzze buie e fredde e piene di rimasugli dei botti, in direzione discoteca.
Sky si ferma ed io penso: cazzo fa, la canna la stiamo gia’ fumando!…mah.
Cambiamo strada dice secco e diretto; quelli li manco si stanno accorgendo d’essersi infilati nella “nigger road”.
Una strada losca e piena di negri che lo scaltro Sky, forse perche’ nato e vissuto a quinto romano, quartiere malfamato della zona ovest di Milano, ha “sgamato” subito che si trattava di zona ambigua.
Infatti,dopo due metri rissa tra faide di quartiere.
Pretesto perfetto per dileguarci dal resto del gruppo ed andare a fumare la superskank.
Infatti loro, il gruppo della discoteca, alle tre era a nanna, ed io e Sky in cerca di nuove “emozioni”.
White widow e robe del genere.
Tutti vegetali puri, ma rigorosamente assunti bruciandoli rollati in una cartina con tabacco e filtro.
Vabbe’, che si fa;
Ritorniamo anche noi in albergo, canna (altre due) svegliamo Folini, Sky gli tira una sedia piantandola piena nel letto, con folini nel mezzo a fare da ammortizzatore e buona notte.
Il giorno seguente non c’era piu’ traccia di festa tranne che per la merda che c’era per strada (non parlo di “folini”…o meglio, non solo di Folini) post festeggiamenti.
E lì c’è rimasta di sicuro fino alla nostra partenza.
Merda a parte, ora è tempo di cultura.
Si, idrocoltura.
Infatti, mentre gli studenti del gruppo, Silvia e Cristiano, affiancati dal succube “leomariofrenesia” dominato dalla Chiara, sono andati a vedere il museo di Van Gogh, io e Sky ci siamo fiondati nel coffe shop Sensi Seeds; canna e poi museo della marijuana dove viene coltivata in idrocoltura appunto.
Un posto spettacolare, dove erano elencate tutte le caratteristiche della pianta di cannabis, c’erano indumenti realizzati con la stessa, c’erano reperti di cilum ed ogni oggetto che gia’ nel lontano medioevo si costruivano per “ammazzarsi” di marijuana e poi la coltivazione “campione”.
Solo a scopo dimostrativo, si leggeva sui cartelli che lo specificano anche se l’avrei fumata tutta anche da fresca e appena colta.
Aveva delle cime da paura.
Ad ogni modo, non abbiamo visitato Amsterdam solo per fumare.
Pure noi abbiamo foraggiato il nostro elevatissimo livello culturale.
Ecco musei che abbiamo visitato:
IL museo dell’erotismo.
Museo sopraccitato della marijuana.
Museo dell’horror e museo delle cere, che merita una descrizione dettagliata.
Entriamo tutti tranne le femmine e i loro accompagnatori Cristiano e l’alter ego di “giacomoricci”…”leomariofrenesia”.
Manco ricordo dove fossero andati.
Ah sì forse la Silvia e la Chiara volevano andare a vedere la casa di Anna Falchi…no?
Anna Frank sorry.
Vabbe’ una delle due è servita dipiu’ di quanto sia servita l’altra a questo mondo.
Fai tu chi scegliere fra le due.
Io ricordo le tette della Falchi…e che era la morosa di Max Biaggi…poveretta.
Entriamo nel museo delle cere e subito sulla sinistra ce ne sono due, una delle quali pare Cameron Diaz mentre l’altra non si capisce se modellata prima o dopo un incidente frontale con un tir targato ungheria.
Eppure tanti affermano che Madame Toussot sia uno dei migliori musei delle cere …pensa ai peggiori; Ci sara’ la statua di “cerini” ( Folini).
E poi dentro il museo che stavamo visitando, scoppia il delirio totale.
Innanzi tutto capitan Jack Sparrow s’e’ ritrovato con le dita di Sky e gli altri nel naso.
Poi, Sky con Bush.
Sky con Antony Hopkins.
Folini che alza la gonna a Giulia Roberts…si ma quando! “gonnini”.
Il “Pugli” che tocca le palle a Lance Amstrong.
Arturo che c’e’ in tutte le foto ma in nessuna centra un cazzo di niente.
Sembra un maniaco stupratore di donne al parco con indosso quel giaccone nero.
E poi le Spice Girls.
Arriviamo dove ci sono delle cheer leaders di cui una in piedi ed una seduta.
A “Sky” viene in mente di simulare una “pompa” e nella foto pare sia veramente in corso d’esecuzione.
Poi un tavolo con la “cera” del Gorge Clooney seduto con una boccia di champagne davanti a se, mentre Giulia Roberts osserva da vicino e sorride.
All’altro capo del tavolo, il “Pugli” seduto che se la ride pure lui e Sky che sta “pippando” “na” botta di “bamba” al fianco di George!
Vedere foto per credere.
Ma sti pazzi gestori del museo, non hanno mica messo anche il Papa…Papa non papa’.
Poiché la chiesa nei secoli scorsi le ha combinate di cotte e di crude ed io non vorrei ritrovarmi a testare una delle innumerevoli torture che al tempo utilizzavano, mi astengo dal descrivere nel dettaglio la foto da me scattata, ossia sua eminenza che sembra si stia “abbracciando” il “Pugli” da dietro; non mi pronuncio in merito e non commento oltre.
Le conclusioni tralle tu guardando la foto.
Penso sia lo sponsor per la stagione 2008 di Marcello!
Prima di uscire dal museo, ecco uno Spiderman tutto impegnato ad arrampicare un muro mentre il Pugli e SKy sono li in piedi sul cornicione a farsi i cazzi propri.
E “folini” che si getta in stile partenza a dorso…”dorsini”
Raggruppati tutti assieme, andiamo al ristorante e ci “strafochiamo” le canoniche “bisteccazze” delle quali abbiamo fatto indigestione e poi di nuovo nel coffe shop.
Che cosa c’e’ meglio di questo ad Amsterdam.
Serata finita, tram, canna e nanna.
Il giorno seguente altra visita culturale.
Museo degli orrori.
Lì il gruppo è al completo.
Entriamo e subito ridiamo…tutti fattissimi giacché le canne ce le portavamo appresso gia’ belle e che rollate e pronte da fumare.
Qui di foto non se ne possono fare.
E per fortuna, visto che mi ha inculato un negro.
Sì aspetta…non è proprio cosi’.
Come dimostratore d’alcune tipologie di tortura (che non si è capito che cosa centrassero con l’orrore ma probabilmente gli allestitori del museo non sapevano cosa stessero facendo poiché gli ambienti fra loro non avevano nulla di collegabile) c’era un omone di colore…negro.
E chi ti prende fra il pubblico presente a dimostrazione di quel che sarebbe andato a simulare?
Me.
E si, ero lì davanti che lo guardavo e ridevo tutto fatto.
Mi dice.
Put your hand on your feet.
Ed io metto le mani dietro la testa.
Cazzo, mi devo mettere a 90 davanti ad un negro.
Vabbe’, simula sta tortura che consisteva nell’infilare in culo al malcapitato (in questo caso ero io) un pinzone “de fero” che rigirandolo come fosse un trapano di quelli manuali d’una volta, ti strappava le budella.
Bello! Interessante!
Dipiu’ ancora quando ha preso Folini come tester.
Avrebbe voluto torturarlo con qualcosa.
Ma non sapeva con che cosa visto che peggio di cosi’ non puo’ essere combinato nessun essere vivente…umano o meno che sia.
Usciamo, e passeggiando fra le vetrine, non dello shopping che intendi tu eventuale donna che leggi, ma quelle che hai inquadrato tu uomo che leggi, vediamo un ristorantino Italiano con un tipo li fuori al quale chiedendogli se ci fosse stato posto la sera verso le 21, ci risponde…se sei Italiano, perche’ mi parli in inglese?
Minchia penso io, un napoletano anche qui!
La sera verso le 21, arriviamo belli precisi ed il ristorante vuoto peggio del serbatoio del pick up.
Entriamo e c’indicano la parte soppalcata.
Saliamo e ad accoglierci c’e’ un bell’aspirapolvere in cima alla scala…scala?
Cazzo ci fa qui…e sì quello è niente!
La lavatrice?
E il bancone dei gelati messo di spalle con in bella mostra le tubazioni tutte marce!
Vabbe’, le sedie del “circolino” di Busto Garolfo i tavoli della festa dell’Unita’ del quartiere Lampugnano e la tovaglia lurida.
Buio, ma non per via dell’atmosfera, ma bensi’ perche’ c’erano si i lampadari modelle abatjour sul como’ della nonna, ma l’unica luce presente era quella che filtrava (poca perche’ i vetri erano luridi come la tovaglia) attraverso i vetri…lampadine manco l’ombra.
E’ brutto dice la Chiara…ce ne andiamo?
Sky mi guarda e dice:
ce ne andiamo.
Si, la mia risposta.
No quella di Giacomo.
Come no?
Fa schifo peggio degli altri sto posto di merda.
No dai non si puo’, mi vergogno di andare via.
Ma vaffanculo va!
Andiamocene.
Cazzo, dopo l’inculata del negro, mica me ne posso pigliare un’altra.
Troviamo un altro posto e ci nutriamo.
L’alieno Folini, “alienini” s’e’ beccato inoltre tutta una serie di nomignoli ispirati ad ogni cosa o situazione si vivesse in quei giorni.
Infatti, nella sera della morte definitiva di Arturo, la seconda per l’esattezza, “Fumini” era bello allegro come tutti noi del resto, poiche’ il coffe shop di turno era infestato da una coltre di fumo che annebbiava la vista.
Infatti, la situazione ha preso una brutta piega.
Constatato che Arturo fosse il carpo inspiatorio della combriccola ancor piu’ di quanto lo fosse “Colpevolini” (colui che ha sempre piu’colpe di tutti) abbiamo deciso di ucciderlo definitivamente.
Ho rollato quattro canne una dietro l’altra con la superskank che fa sempre il suo sporco dovere, dando lezioni di come aspirare il fumo dalla canna al malcapitato “Artur”.
E Arturo pur di apprendere, da bravo e diligente studente qual’e’, ha incominciato a fare mille mila tiri con “fotini” che scattava ed immortalava con una sequenza di immagini spietatissime che ritraggono Arturo e il decomporsi della sua espressione facciale.
Li abbiamo deciso che “fotografini” fara’ il fotografo da grande.
Cazzo, è un deficiente.
Di 100 foto che ha scattato, solo 10 sono mezze buone.
Le altre sono tutte con lo sfondo a fuoco ed il soggetto in primo piano, talmente sfuocato che manco si capisce chi sia.
Anzi no, anche se sono sfuocate, si capisce che il “giacomoricci” o forse per quest’occasione raccontiamolo nelle vesti di “leomariofrenesia” si sta fumando “na” canna.
Fortuna che ha solo simulato.
Vabbe’, anche se c’era tanto da scrivere il racconto dei quattro giorni ad Amsterdam è giunto al termine.
Non resta altro da fare che scrivere di quando abbiamo preso il furgone caricato di gente e borsoni e siamo tornati a casa.
Altri mille chilometri che ci separano dalla neve caduta copiosa sulle alpi e sulla svizzera e lì pronta ad accoglierci.
Rimane una sola cosa da fare.
Salutare tristemente la citta’ e gettare nella spazzatura la marijuana e il fumo rimasti e non consumanti.
Gran peccato!
Ma noi viviamo in Italia.
Forse è bello poter godere a sprazzi di queste situazioni vissute qui in Olanda.
Forse cosi’ si appreza dipiu’ che l’avere sempre a disposizione quel che ti pare e piace.
Si sostiene che si capisce l’importanza di qualcosa solo nel momento in cui si perde.
Almeno io l’ho buttata l’erba, non l’ho mica persa.
Enjoy…lucky.
p.s. tranquillizzo tutti gli animalisti al mondo.
Folini non è stato maltrattato…poco, bensi’ tantissimo!
Speriamo s’estingua…”Estinguini”.
Ed ho saputo tramite comunicazione via sms che Arturo e’ stato nel letto per 4 giorni causa postumi di Amsterdam.

