Sei mai stato al Ring? Il Ring tedesco…il Nürburgring! Prendi un aereo da Bergamo e voli fino a Francoforte. Macchina a noleggio e via verso la Nordschleife, il mitico circuito che ha segnato un epoca, quella (si dice) dei piloti veri: quelli che rischiavano la vita ogni volta che salivano sulla loro (obsoleta) monoposto. Il Nürburgring, quello che ha regalato al mondo della vecchia F1 delle emozioni imparagonabili a quelle delle monoposto attuali. La GD Racign era alla sua seconda gara del World Series by Renault.Chiaro che l’occasione per noi era ghiotta. E come al solito, siamo partiti. Anche se di differenze in confronto alle solite trasferte, ce ne sono state…e pure molte! Prima fra tutte la Elly. E’ definitivamente parte del team GD e non è più del Crew Kaos-Design. Dalla passione per le monoposto, al lavorarci “dentro”…un bel traguardo direi. Il motivo di quanto scrivo di seguito, non e’ legato alle performance del team, ma bensi’ alla nostra avventura sulla Nordschleife, anche se da scrivere riguardo le auto in pista, di materiale ne abbiamo. Un esempio: ha vinto Davide Valsecchi. Uno nuovo pilota entrato a far parte del Kaos-People, che al contrario di tanti altri (non molti per la verita’) s’e’ completamente messo nelle nostre mani per la verniciatura del suo casco. Ehhhh dai Kaos...fai come cazzo vuoi, basta che quelli che mi vedono dicano: ollamadonna che cattiveria!!! Detto, fatto. (vedi gallery). Torniamo a noi e al Nürburgring. Venerdì notte arrivo del Kaos-Crew in pista: il sabato di nuovo in circuito per assistere alle qualifiche, e la domenica mattina, prima di recarci di nuovo verso i cancelli d’ingresso, ci siamo detti: siamo qui, la gara e’ fra 4 ore, tutti hanno detto che il vecchio Nürburgring sarebbe un sacrilegio non “provarlo”, ne leggiamo di ogni e tutti ne parlano come dei “drogati” della Nordschleife…andiamoci pure noi. Arriviamo nei pressi dell’entrata e leggiamo che per l’ingresso ci vogliono 19 euro. Si, dei 19 euro chissenefotte…ne pagheri anche 119! Il bello è che se ti immagini una pista, questa non lo è di sicuro. E’ una strada normalissima come lo era ai tempi che furono, con la sola differenza che oggi ci vai, paghi un ticket a dei personaggi improbabili chiusi nel relax piu’ totale in una casettina a bordo rettilineo rimpinzata di birra e hot dog e con l’ausilio del sopraccitato ticket, infilandoti in una sorta di casello autostradale, ti si apre la sbarra ed incomincia l’avventura. Entri subito nella parte…per forza, ti passano tutti ovunque. Eppure come dice Vitantonio Liuzzi (l’uomo delle mille scuse) non avevamo problemi di set-up (pronunciato setap). Ci hanno passato pure un Alfa 33 rossa, ed una serie di “cose” a quattro ruote che manco se me le regalassero le vorrei. Si dice (fra piloti veri) che il Ring sia la pista dei 100 giri. Nel senso che solo dopo 100 giri percorsi fra le colline della Nordschleife, incominci a ricordarti come si gira seriamente. Visto che noi eravamo al primo della serie, siamo rimasti subito sconvolti e ti spiego perché. Varchi le soglie della pista passando la sbarra sopraccitata, immettendoti direttamente su un pezzo di rettilineo di cui non vedi ne capo ne coda. Ma che cazzo e’? Dove siamo? Vai, schiacci sul pedale del gas…vai senza tirare su il piede che però, ad un certo punto, si ritrae in automatico proprio mentre incominci a scollinare….cazzzooooooo! Non si vede nulla di quel che c’e’ la dietro! Sky e’ il primo di noi a testare la pista e se la ride come un folle. In pista c’e’ di tutto. Si attacca ad una AC Cobra che spero non fosse originale, altrimenti il tipo e’ da considerarsi come minimo, un eccentrico folle uomo. Ed ecco che ci siamo: si incomincia davero! Dopo la scollinata di “ocuto”, ecco una serie di curve dove vedi bene sia inserimento che uscita, ma tutte in discesa. Ti si mette tutto di traverso…pure l’umore se ti succede come è successo a me di volare fuori alla terza della interminabile serie. Cazzo, eppure non andavo forte! Altre due curve e volo fuori ancora, di taglio nella terra. Fortunatamente non è un terrapieno o peggio ancora un muro a fermarmi, come è capitato ad un tizio che con un R1 s’è appiccicato come un manifesto pubblicitario della Yamaha. Quelli (i muri) arrivano un po’ più avanti…conditi da un bel po’ di cartelli nemmeno troppo camuffati che citavano testuali parole: QUI PUOI MORIRE. ellamadonna! Gia’, il problema e’ che le curve che hai di fronte sono spesso simili a quelle di una serravalle o strade simili, con la differenza che li sei in pista e le velocita’ (anche se ti pare d’essere fermo) sono davvero differenti. Io, Sky ed il Gianna giuro, avevamo un sorriso da paura che manco da fumatissimi lo abbiamo mai raggiunto! Ci stavamo divertento a dismisura, tant’e’ che di giri ne sono scattati subito 4. E per fortuna manco mezzo metro in piu’: la macchina era finita. Niente più freni, che fumavano come quando al Vaticano eleggono il Papa, il cambio era duro come il c…o di Rocco Siffredi al top delle sue performance e le gomme finitissime. In autostrada direzione aeroporto di Francoforte (fatta tutta a 250kmh causa ritardo) probabilmente facevano le scintille: il movente erano le tele talmente esposte da fare invidia ad una delle innumerevoli fratture di Trevis Pastrana dopo un “capottone” durante un back flip 360 nak nak.. Piccolo aneddoto che penso sia divertente: presi dalla foga della Nordschleife, ci siamo dimenticati di scollegare il gps. Cosi’ la Hertz Rent a Cars, e lo dico pubblicamente, sa per filo e per segno come mai al ritorno in sede, sulla Bmw noleggiata si sono trovati le gomme stracciate ed i freni finitissimi. Tanto l’ha noleggiata Sky! Tralasciando questo piccolo particolare, là sono davvero avanti…parlo del Nürburgring. Se sei stato a Monza, o Imola (quella ormai è sparita come sono spariti i soldi stanziati per la ristrutturazione nonostante la F1 ed Ecclestone avessero già detto NO all’uomo “delmonte” o della Sagi che dir si voglia) oppure in una qualsiasi pista Italiana, l’impatto è davvero deprimente. Quando arrivi al Ring, rischi un infarto o un angina pectoris causa fascino di tutto l’insieme. Già il tragitto da Francoforte al Nürburgring è una sorta di inebriamento da test del palloncino causa natura prospera, ma chissenefotte! Se avessi voluto vedere lo splendore di madre natura sarei andato alle Maldive e non verso il Ring…anche se il capirolo (vero) che era ai bordi di un pezzo di strada provinciale, qui da noi lo vedi solo di gesso insieme ai sette nani che stanno nei giardini sfigatissimi di sfigatissime villette a schiera della brianza. Il restante stupore lo destano le abitazioni che sono nei paraggi…e come paraggi intendo già a 30km dal Ring. Tutto a colori racing, le insegne, i loghi i profumi e gli odori che sanno di carburante e di auto da corsa. Tutto in stile motorsport e tutto che funziona grazie ad un senso di rispetto per le proprie strutture ed i propri paesi, ma soprattuto perché la pista, la nuova o la vecchia che sia e che si snoda attorno alle conifere, è davvero motivo d’orgoglio per i tedeschi del posto. Ci sono dei punti dove la Nordschleife passa rasente a supermercati dove anche li dentro, i poster e le foto che decorano pareti, sono attinenti a campioni del passato o auto da amarcord. Ed in ogni negozietto nel quale entri vedi gadget legati ai motori. In particolar modo un minimarket adiacente ad un distributore di benzina. Piccolo, ma con modellini d’auto di ogni tipo, dalle F1 d’epoca alle Dtm più recenti. E’ la struttura attorno alla pista, quella nuova, che desta più stupefazione. La tribuna è piazzata alle spalle della strada principale a ridosso dell’entrata. In primo piano, per altezza e non per posizione, c’è un albergo…un mitico albergo, nel quale sono passati i Campioni dei Campioni tutti. Da Surtees e Stewart, da Shumi ad Alonso, da Jim Clark a Fangio. Insomma, una specie di museo che come biglietto d’ingresso fa come minimo una bel 200 euro a cranio. Non serve certo dormirci dentro per capire chi e cosa sia passato di lì negli anni. Per puro culo, abbiamo conosciuto un simpatico omino Italo/tedesco che “sbiascicando” un po’ di Italiano (non perché lo parlava male ma perché aveva più birra che liquidi in corpo) raccontava gli innumerevoli aneddoti ed esperienze lagate ai piloti del passato, come Regazzoni o Lauda etc. Insomma, ci addentriamo nel Ring. Già all’entrata ci hanno offerto i biglietti d’ingresso GRATIS!!! Salvo che già avevamo i pass. Ma cazzo! Qui li regalano e per esempio a Monza, per i test della F1 spendi 30 euro. I cancelli d’entrata sono fatiscenti, i servizi ed i mezzi per raggiungere la pista fanno schifo e gli omini all’antrata (con tutto il rispetto) nemmeno alla Sacra Famiglia li vorrebbero! E se per caso ti capitasse di controllarli bene, spesso t’accorgeresti che ti danno un ticket retrodatato. Chissà come mai? Torniamo in germania. Entri ed hai una lastra di marmo nero con inciso i nomi di tutti, ma tutti i campione passati dal Ring. Ci sono i vecchi box che non sono abbandonati come per esempio l’anello d’alta velocità a Monza che cade a pezzi ed intorno al quale, per evitare che lo si percorra illegalmente con moto o mezzi d’ogni tipo, ci tirano dei pericolosissimi cavi d’acciao che fungono da ghigliottina o filo spinato o mine antiuomo di dubbia provenienza. Lì al Ring le usano ancora le vecchie strutture. C’è un Museo da paura! E c’è anche una pista di Kart in un capannone seminterrato ch’è davvero spettacolare, dove puoi fare delle battaglie da paura con tanto di tempi sul giro, parziali e medie gara. La palazzina dei box (quelli della vera pista) è fantastica. Gli spazi sono enormemente abbondanti e li non scassano il cazzo i verdi se c’è da tagliare un albero (vedi Monza) e nessuno rompe le palle se in seguito all’aver costruito (dopo la nascita del circuito…e lo voglio specificare) la propria casa, le Formula Uno di oggi fanno troppo rumore per cui (secondo alcuni abitanti della zona) non devono più correrci! Ma o monzesi di sta cippa, ma avete idea di quali introiti porta un Gp di F1. Vabbè, tralasciamo che è meglio. Il Ring! Innanzi tutto si snoda su una collina…non un piattume noiosissimo. Le tribune davanti ai box sono bellissime. I box altrettanto, ma la nota di colore/folclore è la tribuna Mercedes! Mammamia che bella. La palazzina box, che ho già menzionato prima, merita di essere di nuovo presa in considerazione. È altissima e bellissima e superfunzionale…ciò che conta dipiù. E poi gli spazi box e paddock! Sono davvero generosissimi! E che dire, in questo particolare caso, dell’organizzazione che Renault ha messo in piedi. A Monza, il WRS (world series renault) ha raccimolato circa 20.000 persone in totale. Al ring ce n’erano 70.000…si ma senza nipoti parenti e nonni dei piloti e senza contare quelli dell’ambulanza e della Cea. Parlo di spettatori veri! E che dire del contorno alle gare degno dei migliori parchi giochi marchiati Disneyland dove anche un bimbo si può divertire (e abbandonare al suo destino…SCHERZO!!!) con gli intrattenimenti a loro dedicati. Rpm e Renault, dove possono esprimersi al meglio e chiaramente dove gli permettono di farlo, progettano in modo impeccabile, come in questo caso, una serie di intrattenimenti per il pubblico che fra una gara e l’altra non emana nessun segnale di noia. C’erano in bella mostra monoposto di ogni tempo ed epoca. Dalle vecchie Renault F1 di Arnoux alla più recente Williams campione del Mondo con Jaques Villeneuve (motorizzata Renault) fino alle Le Mans series che non si limitavano a starsene sotto delle tensostrutture appositamente realizzate, ma si prodigavano in giri demo in pista. Un raduno Renault dedicato a tutti i privati che hanno nel box di casa un mezzo con il logo del rombo tridimensionale, che hanno pure fatto un giro di pista in stile parata. Poi una “copia” del Team Renault F1 che ad ogni GP della WSR fa girare in pista (con la F1 dell’anno precedente) il tester del team ufficiale. Inoltre, come show, l’accendono e la settano davanti ad un pubblico allibito e stordito dal rumore allucinante che esce dall’8 cilindri da 800cv. Uno spazio molto carino era dedicato anche alle demo dei pit stop. Sceglievano 4 coppie formate da marito e moglie, o amici o fidanzati o chennesò io, e con cronometro alla mano, gli addetti a quest’area facevano fare la gara e premiavano la coppia che per prima riusciva a sostituire la ruota con tanto di “pistola” pneumatica identica a quella di un pit vero. Ho visto donne girare insieme alla pistola…ho visto gente spanare dadi in ergal e gente (sempre donne) che manco riuscivano a tenerla in mano visto che pesa…e non poco. Insomma, potrei scrivere per dei giorni interi, ma è meglio dare un occhiata alle foto per capire cosa abbiamo vissuto al Nurburgring. Intanto, fra un divertimento e l’altro, abbiamo assistito alla gara delle monoposto Renault 2000, le sorelline minori delle Wsr. Il nostro Martin Plowman purtroppo non ha brillato per i risultati ottenuti, ma il tempo per rifarsi lo troverà nelle prossime gare a venire. Chi più di tutti ha tenuto alto l’onore Kaos-Design, portato in pista anche da Bonanomi e Pavlovic, è stato (come ho scritto sopra) Davide Valsecchi, pilota del Team Epsilon Euskadi che ha sede a Bilbao, e per il quale lavora il nostro amico Paolino. Il “Valse” manco ha fatto in tempo a scendere dalla monoposto (parcheggiata al parco chiuso a gara terminata) e una volta abbracciati tecnici e meccanici, s’è girato verso di me esclamando! Kaos!!! Tutto merito del tuo casco! Frase ripetuta con tanto di gesto di stima mentre sul podio gettava champagne innaffiando tutti! Che bella sensazione dev’essere! Morale…se di morale si può parlare, vai a farti un giro al Nürburgring. In internet trovi tutte le indicazioni necessarie. Costa relativamente poco e se hai il sangue infestato di carburante, non puoi certo rinunciare ad un’esperienza simile che noi del Kaos-Crew ripeteremo al più presto. Enjoy… lucky